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Emergenza a Gaza

L’ultimo attacco dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza, l’operazione Piombo Fuso, ha portato a un sensibile peggioramento delle condizioni di vita della popolazione gazawi. L’attacco è durato 22 giorni tra Dicembre 2008 e Gennaio 2009. Al termine sono state contate 1.440 vittime, dei quali 431 bambini e 114 donne; 5.380 feriti, dei quali 1.872 bambini e 800 donne; 4.000 abitazioni sono state completamente distrutte e 16.000 danneggiate, il numero delle persone rimaste senzatetto è tuttora sconosciuto. Per far fronte all’alto numero di rifugiati sono stati creati 6 campi temporanei per l’accoglienza in tende dei rifugiati senzatetto, tutti collocati nella parte nord della Striscia di Gaza. Questi campi non sono completamente in grado di rispondere ai bisogni essenziali di questi “nuovi rifugiati”. Inoltre, l’operazione Piombo fuso ha provocato la distruzione delle fabbriche di cemento, centrali elettriche, sistema idraulico e fognario.

Una delle principali priorità come confermano i needs assessment condotti e coordinati dalle agenzie delle Nazioni Unite è il supporto psico-sociale per i bambini e per gli adolescenti. I bambini che vivono ora in accampamenti sono uno dei target in situazione di maggior bisogno, ma abbiamo anche verificato che tutti i bambini di Gaza, specialmente quelli che vivono nelle aree maggiormente colpite dall’aggressione israeliana, stanno soffrendo la mancanza di posti sicuri dove possono vivere, giocare e sentirsi protetti.

Attraverso l’iniziativa Emergenza Gaza, in questi mesi EducAid e il partner palestinese Remedial Education Center (REC) hanno proceduto a diversi assessment, studi di fattibilità di progetti per la proposizione di interventi specifici volti alla riabilitazione delle istituzioni educative distrutte e alla proposizione di attività specifiche per i bambini vittime del conflitto. Tra queste vi è la creazione di un nuovo Ludobus che continuerà il lavoro che già si sta facendo negli accampamenti dove risiedono i bambini che non hanno più casa.

Da febbraio il REC ci ha proposto anche interventi psicosociali e ludico ricreativi con il fine di fronteggiare gli effetti traumatici dell’offensiva, permettendo in questo modo un graduale ritorno alle normali lezioni scolastiche. Al momento abbiamo presentato questi interventi ai nostri partner locali, alla Regione Emilia Romagna e ad altre ONG con cui ne stiamo verificando la fattibilità.

In definitiva possiamo dire che è finita l’offensiva ma non il bisogno della popolazione. A causa delle disastrose condizioni sociali e delle infrastrutture, l’emergenza umana continua. Le scuole sono tutt’ora distrutte e non possono ospitare attività. Il 5% di ordigni è rimasto inesploso e costituisce una fonte di pericolo costante. In proposito verranno implementate attività dirette ai bambini per sensibilizzarli ai pericoli del gioco tra le macerie.

Per questi motivi EducAid continua a raccogliere i fondi di quanti volessero contribuire alle azioni che sta svolgendo i favore della popolazione di Gaza. Con questa azione vogliamo continuare ed aumentare il nostro impegno per aiutare la popolazione di Gaza a guardare nuovamente verso il futuro, ed in particolare i bambini che vivono in condizioni più svantaggiate.

 

EducAid ringrazia tutti coloro hanno contribuito fino ad ora, in nome dei Palestinesi ed in nome di tutti coloro che continuano a giudicare le ingiustizie inflitte a questo popolo inaccettabili.

5 x mille

Emergenza Gaza

 

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