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Il Ludobus è un mezzo mobile che porta in ogni luogo giochi, attrezzature e materiali ludici per promuovere il diritto al gioco ovunque trasformando materiali d'uso quotidiano in strumenti ludici, e si rivolge a bambine e bambini, ragazze e ragazzi dai 2 ai 99 anni.

EducAid ha da poco inaugurato un progetto intitolato “Luoghi e Spazi”, co-finanziato dall’Unione Europea, che permetterà di creare e mettere in rete una serie di Ludobus, ed eco-ludobus, nelle aree di Gerusalemme est occupata, e nei campi profughi appena al di là del muro di segregazione costruito dallo stato israeliano. Il muro non permette ai palestinesi che vivono in Cisgiordania l’accesso a Gerusalemme, alle proprie case se queste sono state costruite al di là del muro, e non permette di visitare le proprie famiglie quando queste abitano a Gerusalemme. Il muro, inoltre, spacca la Palestina in due, rendendo impossibile per un palestinese residente in Cisgiordania l’accesso alla Striscia di Gaza, e per un palestinese di Gaza l’accesso alla Cisgiordania. Dallo scoppio della seconda Intifada la possibilità di mobilità dei palestinesi è progressivamente deteriorata, creando lacerazioni all’interno di famiglie, ma soprattutto a livello sociale: il muro di segregazione sta minando le basi dell’unità socio-culturale del popolo palestinese; oggi un adolescente di un “quartiere bene” di Gerusalemme Est come Beit Hanina considera un ragazzo che vive a poco più di 3 chilometri da lui, al di là del muro, nel campo profughi di Qalandia, poco meno che uno straniero.

L’obiettivo di EducAid è quello, tramite il linguaggio universale del gioco, di provare a riunire queste diverse realtà della Palestina, mettendole così in condizioni di parlare, di conoscersi, di riscoprirsi come frammenti di una stessa cultura, di uno stesso popolo.

“La strada è normalmente dominata da auto e la vita viene dettata dalle esigenze degli adulti”, ci racconta Simone Martinoli, responsabile della formazione di Ludobus d EducAid, “ma allo stesso tempo viene vissuta per gran parte del giorno dai bambini che sono costretti a subire passivamente scelte fatte da altri”.

“Nel contesto dei campi profughi palestinesi, l'idea è quella di creare attraverso il gioco, dei luoghi aperti, attraversabili da tutti, in cui poter sovvertire la quotidianità caratterizzata da frustrazioni, rapporti aggressivi e relazioni fortemente asimmetriche tra adulti e bambini. L'intento è quello di trasformare angoli di campi in un luoghi dove i bambini possano assumere un ruolo attivo sperimentando la responsabilità di condurre il gioco”.

Per la Giornata Mondiale del Gioco EducAid, insieme al Teatro Nazionale Palestinese di Gerusalemme Est, ed all’associazione Al Rowwad (i pionieri) di Aida, hanno inaugurato la prima giornata di Ludobus in Strada in Cisgiordania. Gli educatori del Ludobus hanno lavorato con più di 70 bambini, accorsi naturalmente e incuriositi da questa ludoteca improvvisata al centro del campo in cui vivono da sempre.

“Nel ’98 abbiamo iniziato quella che chiamiamo la Resistenza Non Violenta della Bellezza” ci spiega Abdel Fatah, direttore del Centro Al-Rowwad, “una resistenza contro l’orrore dell’occupazione. Una maniera per difendere la nostra umanità, e mostrare la nostra bellezza. Un modo per rompere gli stereotipi, perché nessuno possa essere etichettato come una minaccia, o come un violento”.

“Gerusalemme è isolata non solo dalla Palestina, ma anche dal resto del mondo”, racconta Jamal Gosheh, direttore del Teatro Nazionale Palestinese, “gli abitanti di Gerusalemme hanno un grosso problema di identità: non sono cittadini palestinesi, non nono cittadini israeliani, non sono cittadini giordani. Il loro documento di identità è semplicemente un lasse passe, un documenti di viaggio. Gerusalemme, accerchiata dal muro, si sta frammentando in cantoni, che vivono solo della propria realtà. Le maggiori vittime di questa segregazione e frammentazione sono i bambini, che non hanno più le possibilità dei propri padri, e sarà sempre più difficile per loro immaginare un futuro diverso da quello che vivono.”

Con gli interventi di Ludobus si cerca di mostrare come con strumenti semplici si possa reinventare il luogo che si abita creando nuove possibilità d'incontro e di scambio per l'intera comunità. Il gioco diventa qui uno strumento non solo di resistenza, ma di resilienza dei giovani palestinesi, un modo per poter giocare a immaginare il proprio futuro.

Palestina - Gersusalemme Est, Cisgiordania

Places & Spaces. Supporto socio-educativo pergiovani e bambini di Gerusalemme Est, e dei campi profughi di Shufat, Qalandia, Aida, Al ‘Azza.

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